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Dieta per diabete di tipo II

Il diabete di tipo II rappresenta la forma di diabete più frequente. E’ caratterizzato da un duplice difetto: non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione insulinica) e la poca insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente (generando nelle cellule un processo chiamato “insulino-resistenza”). Il risultato, è il conseguente incremento dei livelli di glucosio nel sangue (condizione nota come “iperglicemia”).

I principali fattori di rischio del diabete di tipo II sono: sedentarietà, assunzione di cibi ricchi di calorie e poveri di micro-nutrienti, eccesso di zuccheri semplici, di grassi animali – raffinati o idrogenati – e una dieta povera di fibre.

Chi soffre di diabete di tipo II dovrebbe:

– seguire un’alimentazione personalizzata, raggiungere il pesoforma e mantenerlo, praticando regolarmente un’ attività fisica di moderata intensità.

– ridimensionare il consumo di zuccheri semplici e cereali raffinati, basando la dieta su alimenti a basso indice glicemico. Attenzione: la dieta di chi soffre di diabete non deve dunque escludere i carboidrati, ma bensì controllarli quantitativamente e qualitativamente. I carboidrati a basso indice glicemico impediscono infatti il manifestarsi dei picchi glicemici, poiché vengono rilasciati gradualmente nel sangue.

– associare sempre i carboidrati a grassi, fibre o a proteine. Per esempio: mai mangiare una fetta di pane da sola. È molto meglio scegliere un crostino integrale accompagnato da una fetta di melanzana alla griglia e da una di prosciutto.

– fare attenzione alla qualità dei grassi assunti con la dieta. Privilegiamo il pesce (ricco in omega 3 e 6) e le carni bianche (molto più magre rispetto alle carni rosse, che andrebbero consumate una sola volta a settimana). Scegliamo l’olio extra vergine di oliva, rinunciamo al burro e soprattutto alla margarina (che contiene acidi grassi insaturi, responsabili delle ostruzioni dei vasi sanguigni).

– fare attenzione alla quantità di frutta che si consuma. La frutta va sì consumata regolarmente, poiché contiene fibre e micronutrienti fondamentali, ma contiene anche il fruttosio, che è pur sempre uno zucchero. Via libera invece alla verdura, che contiene molta fibra e una ridotta quantità di carboidrati.

 

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Laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Pavia, opera come Biologa Nutrizionista presso il suo Studio di Genova Nervi, in via G.Pescetto 5R, presso lo studio medico Giacometti a Genova San Fruttuoso, via Giacometti 38R ed a Tortona presso lo studio medico di via Montebello

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